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Manuale – La Strage di Erba, rapporto tra sicurezza urbana e disturbi psichici

Il prezzo originale era: € 49,99.Il prezzo attuale è: € 29,99.

Autore: AA.VV
Editore: Diritto Più
Anno Edizione: 2022
Disponibilità: Preordina
Pagine: 102
Indice/Estratto:

Categoria:

Descrizione

Autori: Giovanna Ruggieri – Domenico Giannetta – Salvatore Pignataro – Michela Raffa

 

Questo elaborato, viene diviso in tre capitoli, nasce dall’esigenza di contestualizzare un vero e proprio fatto di cronaca nera partendo dall’analisi dei concetti di sicurezza pubblica e sicurezza urbana. Il punto centrale di analisi è il caso di omicidio plurimo commesso a Erba, in provincia di Como, l’11 dicembre 2006 tramite lo studio delle fonti.

Nel primo capitolo si analizzano i concetti di sicurezza del nostro ordinamento, la differenza tra sicurezza reale e percezione della sicurezza in relazione alle teorie criminologiche ed infine si analizza l’aspetto relativo al trattamento dei malati psichici per comprendere poi come mai i Giudici che si sono occupati di tale strage, con diverse argomentazioni hanno sempre rigettato l’istanza di una perizia psichiatrica.

Nel secondo capitolo viene analizzata la strage di Erba, analizzando cos’è successo quella sera, i protagonisti della strage fino ad arrivare ad analizzare ogni dettaglio legato ai reperti presenti sulla scena del delitto. La strage di Erba è appunto un fatto di cronaca nera che ha avuto diffusione anche tramite il genere televisivo e la Noir TV.  La strage fu compiuta dai coniugi Olindo Romano e Angela Rosa Bazzi, che uccisero a colpi di coltello e spranga Raffaella Castagna, il figlio Youssef Marzouk, la madre Paola Galli e la vicina di casa Valeria Cherubini. Il marito di quest’ultima, Mario Frigerio, colpito con un fendente alla gola e creduto morto dagli assalitori, riuscì a salvarsi grazie ad una malformazione congenita alla carotide che gli impedì di morire dissanguato. La strage avvenne nell’abitazione di Raffaella Castagna, in una corte ristrutturata nel centro della cittadina. L’appartamento fu dato alle fiamme subito dopo l’esecuzione del delitto. Il 3 maggio 2011, la corte suprema di cassazione ha rigettato i ricorsi proposti, con l’indiretta conseguenza che è diventata definitiva la sentenza di Appello che aveva riconosciuto come autori della strage i coniugi Romano, già condannati all’ergastolo.

Nel terzo capitolo viene approfondita la strage secondo diverse sfaccettature legata alla devianza criminale fino ad arrivare alle sentenze e a vari processi effettuati nel corso degli anni. Le indagini inizialmente si concentrano su Azouz Marzouk, nativo di Zaghouan (Tunisia), marito di Raffaella Castagna e padre di Youssef Marzouk, che secondo la stampa aveva precedenti penali per spaccio di droga ed era uscito dal carcere grazie all’indulto del 2006, al momento dei fatti era in Tunisia in visita ai genitori; rientrato precipitosamente in Italia, viene interrogato dai carabinieri.

Gli inquirenti confermano il suo alibi e iniziano a sospettare di un regolamento di conti compiuto contro di lui. Tra le altre piste seguite viene subito segnalato il comportamento anomalo di due vicini di casa di Raffaella Castagna che in passato avevano avuto contenziosi legali con la defunta. Nonostante gli sconcertanti fatti accaduti, già dalle prime ore dopo gli omicidi i coniugi Romano si erano dimostrati disinteressati, diversamente dagli abitanti della corte, e a differenza dei condomini non avevano chiesto rassicurazioni alle forze dell’ordine.

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